Complicanze in seguito al trattamento odontoiatrico – per pazienti (Umana)

Per David F. Murchison, DDS, MMS, Clinical Professor, Department of Biological Sciences;Clinical Professor, The University of Texas at Dallas;Texas A & M University Baylor College of Dentistry

Le complicanze in seguito a una procedura odontoiatrica includono gonfiore e dolore, alveolite secca, osteomielite, sanguinamento e osteonecrosi della mascella.

Gonfiore e dolore

Il gonfiore è comune dopo alcuni interventi odontoiatrici, in particolare la rimozione (estrazione) di un dente e la chirurgia parodontale. Tenendo una borsa di ghiaccio sulla guancia, o meglio ancora una busta di plastica con piselli o mais congelati (che si adattano meglio alla forma del viso), è possibile prevenire gran parte del gonfiore. La terapia con ghiaccio può essere utilizzata per le prime 18 ore. Il freddo deve essere applicato sulla guancia per 25 minuti e quindi rimosso per 5 minuti. Se il gonfiore persiste o aumenta dopo 3 giorni o se il dolore è forte, è probabile che si sia sviluppata un’infezione e sarà necessario contattare il dentista.

Il dolore dopo un intervento odontoiatrico può essere moderato o intenso. In questi casi sono indicati diversi antidolorifici ( Introduzione alle urgenze odontoiatriche).

Alveolite secca

L’alveolite secca (esposizione dell’osso alveolare, che ritarda la guarigione) può insorgere in seguito all’estrazione di un molare inferiore e alla perdita della normale coagulazione del sangue nella cavità alveolare. Di solito il fastidio diminuisce per 2-3 giorni dopo l’estrazione, ma poi peggiora improvvisamente, a volte accompagnato da mal d’orecchio. Sebbene il fastidio scompaia spontaneamente dopo 1 o 2 settimane, il dentista può inserire una medicazione anestetica nell’alveolo per eliminare il dolore. Il dentista sostituisce la medicazione dopo 1 o 3 giorni, finché il paziente non smette di avvertire dolore dopo aver rimosso la garza da poche ore.

Le alveoliti secche sono molto più frequenti tra i fumatori. Se possibile, i fumatori devono astenersi dal fumo per diversi giorni prima e dopo l’estrazione. Anche le donne hanno probabilità leggermente maggiori di insorgenza dell’alveolite secca.

Osteomielite

L’osteomielite ( Osteomielite) è un’infezione dell’osso, causata in genere da batteri. Nei casi di insorgenza di osteomielite nella bocca, in genere si tratta di un’infezione della mascella inferiore. Si ha un innalzamento della temperatura corporea e l’area colpita risulta dolorante e gonfia. I medici o i dentisti ricorrono alla radiografia per la diagnosi. Le persone affette da osteomielite devono assumere antibiotici per un lungo periodo di tempo.

Sanguinamento

Il sanguinamento in seguito all’estrazione di un dente è normale. La presenza di sangue in bocca può essere fuorviante, perché una piccola quantità di sangue può mischiarsi con la saliva, conferendo un aspetto più grave di quanto in realtà sia. Di solito è possibile arrestare il sanguinamento esercitando una costante pressione sul sito dell’intervento per la prima ora, in genere facendo mordere alla persona una garza. La procedura potrebbe dovere essere ripetuta 2 o 3 volte. È importante mantenere la garza (o una bustina di tè) ferma in posizione per almeno un’ora. Molti problemi di sanguinamento persistono perché la persona rimuove continuamente la medicazione per controllare se il sangue si è arrestato. Se il sanguinamento persiste per diverse ore, è opportuno avvertire il dentista. Questi potrebbe dover pulire l’area sanguinante e chiuderla con punti chirurgici (suture).

In caso di terapia con anticoagulanti (farmaci che prevengono la formazione di coaguli) come il warfarin o l’aspirina (anche in caso di assunzione sporadica), è necessario informarne il dentista una settimana prima dell’intervento, perché questi farmaci favoriscono il sanguinamento. Il dentista o il medico possono regolare il dosaggio del farmaco o sospenderlo temporaneamente prima dell’intervento.

Osteonecrosi della mascella

L’osteonecrosi della mascella ( Osteonecrosi della mandibola) è un disturbo che comporta l’esposizione dell’osso mascellare attraverso il tessuto gengivale. Il disturbo in genere provoca dolore, mobilità dei denti e formazione di pus. Il disturbo può insorgere in seguito a

  • Estrazione di un dente
  • Una lesione
  • Radioterapia nel distretto testa-collo (osteoradionecrosi)

L’osteonecrosi della mascella può insorgere spontaneamente. In alcune persone il disturbo è insorto in seguito all’assunzione di farmaci che rinforzano le ossa (spesso utilizzati nei casi di osteoporosi). I più comuni fra questi farmaci sono i bifosfonati, come alendronato, risedronato, ibandronato e zoledronato. I bifosfonati sembrano aumentare il rischio di osteonecrosi della mascella in persone sottoposte a chirurgia orale della mandibola inferiore durante l’assunzione di bisfosfonati per via endovenosa, mentre assumevano già alti dosaggi di bisfosfonati per via endovenosa (come comunemente avviene in determinate terapie oncologiche), o che li hanno assunti per un lungo periodo di tempo. Il rischio di insorgenza dell’osteonecrosi della mascella è di gran lunga inferiore, con un rapporto di 1 a 1.000, in persone che assumono bisfosfonati in dosi standard per l’osteoporosi.

La terapia in genere prevede la rimozione di parte dell’osso necrotico (sbrigliamento), l’assunzione di antibiotici orali e l’uso di collutori antibatterici.

Fonte:

Manuale Merck