Quesito: molecola di sintesi o pianta? Qual è più sicuro?

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bandiera-italiaOggi si fa un gran parlare di medicine naturali, dove vengono date e descritte in tutta la rete delle proprietà a dir poco miracolose per le piante e degli effetti a dir poco apocalittici per i medicinali, che vengono demonizzati. Quindi vedendo una serie di commenti che possono essere positive negative per entrambe le parti, cerchiamo di considerare i fatti per poter comprendere quanto è più sicura l’una o l’altra parte.

Per quanto riguarda la registrazione e l’immissione in commercio dei medicinali, sia ad uso umano che di qualunque altro campo, come recitato all’interno del regolamento 83 del 2001 (con l’attuazione in Italia del decreto legislativo 219 della 24 aprile 2006) bisogna redigere un dossier per il medicinale che contenga informazioni precise riguardo la sua composizione, tutte le informazioni riguardo della sostanza attiva, tutte le informazioni riguardanti i processi di produzione, tutte le informazioni riguardanti gli eccipienti, tutte le informazioni riguardanti gli involucri che vengono a contatto con il medicinale; queste informazioni vengono ottenute tramite sperimentazioni in vitro, animali e umane, in campo farmacologico, tossicologico, molecolare, per delineare i meccanismi d’azione, il loro destino all’interno del corpo, i possibili effetti collaterali, le reazioni allergiche, le reazioni indesiderate, le interazioni con qualunque altro tipo di molecola, possibili fenomeni all’interno di casi particolari (gravidanza, allattamento, uso alla guida di veicoli).

Per quanto riguarda la pianta invece, molto spesso le informazioni che vengono richieste per la creazione di un dossier del farmaco, non sono disponibili. Prima di tutto bisogna pensare che bisogna estrarre i componenti dalla “droga” (indicata come “parte della pianta in cui è contenuta la sostanza attiva”), questo comporta come risultato ad avere una miscela complessa ricca di molecole organiche. Visto, quindi, il grande numero di molecole è difficile indicare quale di queste abbiano un determinato effetto farmacologico, se lavorano da sole oppure creando un complesso fitoterapico, i dati sulla tossicità quasi non ci sono, sono stati creati moltissimi studi a livello animale e in vitro, ma sull’uomo sono molto pochi; per quanto riguarda gli effetti collaterali alle volte sono prossimi alle dosi terapeutiche.

Quindi guardando oggettivamente la situazione non è tutto come sembra, anzi si può dire che sembrerebbe tutto il contrario. Sicuramente possiamo dire, a fronte dei dati che vengono espressi, dal punto di vista della sicurezza è sicuramente migliore il farmaco. Tuttavia però bisogna anche pensare che ci possono essere vari gradi per la terapia di alcuni tipi di patologie, in questo caso quelle più semplici. Infatti il farmaco viene utilizzato sempre come ultimo trattamento, visti gli effetti delle piante si può pensare di poter utilizzare razionalmente, con informazioni già a disposizione, per il trattamento di inizio della patologia. Bisogna comunque non dimenticare il fatto che ci sono due aspetti molto importanti che riguardano la classe sanitaria: da un punto di vista scientifico una buona parte dei professionisti non è a conoscenza o non vuole informarsi sulla fitoterapia; dall’altro si cerca di avere la maggior sicurezza per il trattamento nei confronti del paziente.

Dr. Davide Cecchinato